BULIMIA, DISTURBI ALIMENTARI, EMOZIONI

Da molti anni ho una compagna di vita molto speciale, la chiamo “MIA”, ma lei saprà bene a cosa mi riferisco. Pensa sia possibile guarire, prima o dopo, dalla bulimia?

Professionalmente non sono abituata a considerare i miei pazienti per categorie: disturbi alimentari, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore.
Ogni volta che qualcuno mi chiede aiuto, tento di entrare in punta di piedi nella sua vita, nella sua storia perché è di quella che mi voglio interessare per capire meglio chi ho davanti e cosa mi sta chiedendo.
E’ molto riduttivo dire: “Soffro di bulimia”. Sarebbe più utile e importante capire come ci si è arrivati ad utilizzare questa modalità di riempire i propri vuoti.
Una modalità subdola e beffarda perché con l’illusione di poterci riempire la vita, lo stomaco ed il cuore in modo immediato e “a portata di mano”, ci svuota di tutto: affetti, amici, energie, famiglia, gioia, emozioni.

Il disturbo ha poco a che vedere con il cibo, con il peso e con il corpo, anche se spesso diventa veicolo di altrettante insicurezze.
Nella mia esperienza clinica ho spesso constatato che la bulimia ci parla di un bisogno insaziabile di essere amati, visti, apprezzati, riconosciuti.
Il cibo diventa un riferimento: fedele, sempre disponibile, non giudicante.

La malattia è un linguaggio che spiega la modalità più funzionale per il bulimico di affrontare il percepito delle sue emozioni (di cui ha scarsa consapevolezza): aggredirle, divorarle, per poi rigettarle ed eliminarle.
Questo ci racconta come funziona l’individuo, che prima ancora di essere bulimico è un essere umano, con la sua struttura di personalità, il suo carattere e il suo trascorso.
Comprendere e accettare questo significa poter imparare a vivere con sè stessi e poter apprendere un modo nuovo di ascoltare e gestire le proprie emozioni.

Ho ritenuto importante fare questa premessa per farle capire la risposta diretta alla sua domanda: è possibile, seppur con fatica e lavoro, superare questo mostro spaventoso scegliendo di ricercare il proprio “cibo”, quello in grado di saziare il cuore.
Tuttavia è molto più difficile pensare di trasformare completamente sè stessi e il proprio modo di affrontare la realtà (fatta di ostacoli, sfide, problemi, etc), sarebbe una guerra interna destinata a durare tutta la vita.
E’ importante imparare a conoscersi e ad accettarsi in modo gentile, per potersi predisporre ad un miglioramento e per rendersi consapevoli dei propri comportamenti.

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